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Reparto Ematologia e Immunologia clinica PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Venerdì 20 Giugno 2008 09:55

 

 Ematologia e Immunologia Clinica

Prof. Massimo F. Martelli

A distanza di un anno dall’inaugurazione del Residence "Daniele Chianelli" è naturale che oltre a tracciare un rapido bilancio delle attività svolte e dell’impatto sull’assistenza, si vada con la mente a momenti del passato in cui nacque e si rafforzò nel tempo l’idea di questa realizzazione.

Diversi anni or sono, mentre mi trovavo per un breve periodo di studio in Israele, ebbi la ventura di visitare l’Ospedale Pediatrico di Tel Aviv.

Oltre che dalla razionalità delle strutture dedicate alla Assistenza e alla Ricerca, rimasi vivamente colpito dall’annesso Residence, un ampio edificio oltremodo elegante nel disegno architettonico, un ambiente accogliente per i piccoli pazienti ed i loro familiari.

Il caso volle, poi, che potessi incontrare il Benefattore che aveva donato alla comunità di Tel Aviv questo gioiello, un anziano uomo d’affari che aveva voluto dedicare gran parte del Suo patrimonio alla cura dei più deboli.

Da quel momento, pensai che anche la nostra attività clinica nel settore dei tumori del sangue dovesse disporre di un ambiente simile, dove poter assicurare ai pazienti già dimessi un progressivo e completo recupero fisico e psichico con il supporto anche dei familiari.

Il Comitato per la Vita "Daniele Chianelli", nella figura del Suo Presidente Franco Chianelli e di tutti i Consiglieri vollero prendere visione di quanto realizzato in Israele.

L’idea, già presente, di un Residence per pazienti, prese forza e vigore: con entusiasmo ed assoluta determinazione furono coinvolte innumerevoli persone, dal più semplice dei cittadini ai vertici Istituzionali della Regione Umbria e del Comune di Perugia.

Venne così portato a compimento quello che poteva sembrare un sogno irrealizzabile o sinanco un’avventura senza un obiettivo concreto.

E oggi abbiamo una struttura che non solo è elegante, curata nei minimi particolari, da tutti ammirata, ma soprattutto amata dai nostri pazienti e dai loro familiari per la proprietà ed il comfort degli ambienti ed in specie per l’atmosfera familiare ed amichevole che Franco, Luciana, Gigliola ed i volontari tutti del "Daniele Chianelli" hanno saputo creare.

Come medico, che ha dedicato un’intera vita al trattamento delle malattie maligne del sangue, ma che al contempo ha voluto affrontare con i pazienti stessi le mille difficoltà del lungo percorso verso la guarigione, voglio affermare con orgoglio che quanto è stato realizzato ha già apportato, nel breve volgere di un anno, a straordinarie ricadute positive sulla salute e lo stato psichico dei pazienti, sulla tranquillità dei loro familiari che si sentono oggetto di un continuo interesse anche dopo la dimissione dal reparto, e di conseguenza sul nostro stesso lavoro di medici.

Prof. Massimo F. Martelli

 

 TESTIMONIANZA DI UNA PAZIENTE curata presso il Reparto di Ematologia Ospedale S.M. Misericordia  

È già la terza volta che mi ricovero in Ematologia.

Si tratta del Reparto di Ematologia e Immunologia Clinica del Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale dell’Università degli Studi di Perugia, il cui titolare è il Professore Massimo F. Martelli.

Per la precisione il primo ricovero è stato appunto nel Reparto di Ematologia del Policlinico di Monteluce di Perugia. Le volte successive invece mi sono ricoverata presso il Centro Trapianto di Midollo Osseo intitolato ad Andrea Fortunato e diretto dal Professore Franco Aversa all’interno dell’Ospedale "Santa Maria della Misericordia" di Perugia.

In questo Centro si affrontano autotrapianto e trapianto di midollo osseo e la cura di eventuali infezioni che l’immunodepressione post-trapianto può rendere probabili.

Invece nel Reparto di Ematologia, anch’esso ora posto all’interno del Polo Unico nella nuova stecca al quarto piano insieme al Centro TMO, si affrontano quei cicli di chemioterapia che prevedono infusioni anche notturne che quindi non possono essere somministrate in Day Hospital.

La degenza in questi reparti per me significa vivere in un modo nuovo e diverso l’ospedale.

Qui è necessaria e viene ben rispettata con massima attenzione la sterilità e l’igiene.

Ogni camera è singola con bagno interno: una piccola "suite"!

Entrando cerco di scoprire ogni dettaglio: in effetti dovrò passarci tanti giorni lunghi e speciali. C’è un’anticamera e poi la porta a vetri che si apre sfiorando appena il pulsante e da cui entrano tutti tranne il personale di servizio che utilizza un’altra porta che dà su un corridoio laterale.

La camera è piccola ma mi sembra molto confortevole: oltre al letto che si può alzare, abbassare o inclinare con una semplice levetta, la camera è provvista di una comoda poltrona per l’assistenza, un grande comodino, con telefono con linea privata, in cui sistemo il mio portatile e la mia radiolina, la televisione con tanti canali anche Sky. C’è un mobiletto ed un tavolino ma non ci sono armadietti per il paziente in quanto non serve alcun indumento (bisogna portare solo un paio di ciabattine di plastica) poiché viene fornito tutto: il pigiama che viene cambiato ogni giorno; gli asciugamani di cotone chiusi in un pacchetto sterile e consegnati ogni mattina; anche l’acqua e i bicchieri di carta grandi e piccoli vengono forniti dal Reparto; le lenzuola vengono cambiate quotidianamente.

Il bagno ha la doccia e un carrellino corredato di collutori, pomate e quant’altro può servire al paziente immunodepresso.

In camera ricevo molte visite fin dalla mattina, ma non troppo presto come in altri reparti. Fino alle otto posso dormire per essere poi svegliata, per il cambio giornaliero, da un’infermiera o da un OSS (Operatore Sanitario Specializzato). Poco dopo arriva la signora dell’impresa di pulizie e poi la visita quotidiana dei medici.

Sono tutti molto gentili e disponibili: mi accorgo che a me piace parlare con loro anche e soprattutto di ciò che riguarda la loro vita più che la mia.

Mi piace quando si instaura un rapporto di amicizia tale da darci del "tu".

Mi piace quando mi chiamano per nome e gli infermieri vengono a "trovarmi" per qualche medicazione.

Mi piace quando mi fanno i complimenti per i miei bambini che vedono nelle foto con cui ho tappezzato le pareti della camera.

Vorrebbero trattenersi qualche minuto in più, come cerco di convincerli con le mie chiacchiere, ma non c’è tempo, sono sempre troppo indaffarati perché in questo periodo manca il collega che è in ferie o l’altro che è in malattia. In verità comunque sono sempre tutti così efficienti che il paziente si sente assolutamente sempre seguito. Per qualsiasi necessità c’è poi il campanello che rimane acceso con una spia rossa e suona nel corridoio fino a quando non arriva un infermiere a spengerlo per quindi provvedere a soddisfare ogni richiesta.

Nel pomeriggio sono ammesse le visite di una persona alla volta. Anche ad ognuno di loro viene fornito tutto l’occorrente: dai copriscarpe al pigiama "usa e getta" da indossare al posto dei vestiti, alla mascherina, la cuffia e i guanti. In effetti solo gli occhi rimangono scoperti ed a volte è proprio buffo riconoscere chi è che viene a trovarmi.

Oggi è venuta la caposala per decidere il menù per i prossimi giorni quando proverò ad interrompere l’alimentazione parenterale costituita da enormi sacche collegate al catetere. Non mi abbandonano mai le due flebo appoggiate all’asta che sposto quando voglio alzarmi per fare qualche passo in camera. In corridoio non posso andare se non un giorno o due prima della dimissione, naturalmente appoggiata a mio marito.

Dopo tanti giorni in isolamento circondata dai colori tenui delle mura e dalla vetrata decorata di allegri adesivi, uscire fuori significa quasi provare un "risveglio sensoriale": vedo le luci che illuminano il corridoio principale ma mi sembrano troppo forti; sento tante voci anche se ovattate; a malapena riconosco gli amici infermieri senza mascherina. Tutto è asettico anche qui ma un po’ più reale.

Ho bisogno di tornare in camera e stendermi per ritrovare la mia "cuccia" e la mia intimità. Mi aspetta il mio piccolo mondo, ancora non sono pronta, il rientro alla normalità deve essere graduale.

Ma finalmente arriva il grande giorno. I medici mi fanno il più bel regalo che abbia mai ricevuto: domani torno a casa ed è la vigilia del mio compleanno!

Francesca

 

Ultimo aggiornamento Martedì 24 Giugno 2008 17:21
 

Dona il tuo 5x1000 al Comitato per la vita Daniele Chianelli

E' possibile devolvere il 5 x 1000 alla nostra associazione, anche se non rientriamo nell'elenco ufficiale perché purtroppo abbiamo presentato la domanda in ritardo, e questo ci penalizza in visibilità, ma non cambia nulla ai fini della donazione che è possibile effettuarla scrivendo il codice fiscale nell'apposito spazio e barrando la casella ASSOCIAZIONI NON LUCRATIVE - VOLONTARIATO.
"per la ricerca e la cura delle leucemie, linfomi e tumori di adulti e bambini".

Cod. fiscale : 94035470544

Manifestazioni in programma:

Dal 13 al 28 Marzo L'uovo della speranza...
Per vincere la leucemia siamo sulle strade e sulle piazze

23 dicembre 2009 ore 20.30
Hotel GIO' Jazz, cena Natalizia " E' Natale regala un sorriso"...
Clicca qui  per scaricare la locandina dell'evento.


Tutto il mese di Dicembre:
FAI O FATTI UN REGALO D'ARTE. Mostra permanente di pittura presso il Residence Daniele Chianelli
Clicca qui per scaricare la locandina dell'evento. 

Eventi 2010:

NATALE: LA STELLA DELLA SPERANZA, raccolta fondi mediante stelle di Natale

PASQUA: L'UOVO DELLA SPERANZA, raccolta fondi mediante uova di cioccolato

24 GIUGNO: COMPLEANNO DEL RESIDENCE DANIELE CHIANELLI

26 OTTOBRE: ANNIVERSARIO FONDAZIONE COMITATO PER LA VITA DANIELE CHIANELLI CHIANELLI

Video:

RAI PARLAMENTO - 19/02/2008
dedicato al Comitato per la vita

Daniele Chianelli
Durata 10' 47''

I Video del Comitato Chianelli

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